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Tarcisio Lovazzano “il Fotografo Di Gassino”

Tarcisio Lovazzano “il fotografo di Gassino”

Tarcisio Lovazzano nasce a Gassino Torinese il 19 febbraio 1919, secondo di cinque figli.
Cresce in una famiglia di fotografi che hanno tramandato da padre a figlio di generazione in generazione da più di 150anni, l’arte, la professione e la passione per la fotografia.


Capostipite della dinastia dei fotografi LOVAZZANO a Torino , fu Giovanni Lovazzano (Tortona, 1826 – Torino, 1875), attivo in Galleria Natta 3, già dal 1855, poi i figli Luigi Lovazzano e Maria Perelli Lovazzano che subentrarono nel 1899 nello studio fondato dal fotografo Giuseppe Vanetti a Torino, in piazza Vittorio Emanuele 7. Erano specializzati in vedute, ritratti e platinotipie.

Furono premiati all’Esposizione Nazionale di Torino del 1900.
Gli altri due figli di Giovanni Lovazzano sono i fratelli Remo Lovazzano (Tortona, 1853 – Torino, 1912) ed Edoardo cav. Lovazzano, pittori e fotografi con studio in via Roma 18 e Galleria Geisser 3, già Galleria Natta.
Edoardo Lovazzano passa l’attività a Evasio Lovazzano il papà di Tarcisio. Insieme all’altro figlio Angelo lavoreranno con studio prima a Torino e poi a Gassino e a Chivasso.
Il 3 ottobre 1955 si sposa a Torino con Maria Borgogno di Ferrere d’Asti, la signora Lovazzano; la ricordano i gassinesi in camice grigio a fianco del marito nel negozio di Corso Italia, non tutti sanno che è anche merito suo se erano così riusciti i magnifici ritratti in bianco e nero che uscivano dalla bottega; era lei che si dedicava alla spuntinatura dei negativi e dei positivi, non una professione ma una vera arte nell’ambito della fotografia dell’epoca.

Persona piacevole e solare, pronto alla battuta e allo scherzo, si presta ad essere persona impegnata nel contesto in cui vive diventando confratello e priore della Confraternita dello Spirito Santo.
Numerosissime sono le immagini che uscirono dalle sue mani attraverso le Rollei 6×6 e l’ingranditore Lupo.
Conobbe anche i duri anni della seconda guerra mondiale che lo videro detenuto in campo di concentramento in Germania per ben sette lunghi anni.

Gli venne riconosciuto il cavallierato del lavoro nel 1978 durante la presidenza della Repubblica di Sandro Pertini.
Ancora oggi è un personaggio ricordato dai gassinesi, proprio perché ha lasciato un segno della memoria del paese.

Nel dicembre del 1986 lascia l’attività a due gassinesi PierCarlo Porporato e Mario Sabatino che continuano per qualche anno l’attività fotografica nella stessa bottega di Lovazzano.

Tarcisio Lovazzano si è spento all’età di 75 anni l’8 settembre del 1995.
Tutto l’archivio dagli anni 60′ alla fine dell’attività, assieme alle sue macchine fotografiche e alla sua memoria, viene gelosamente salvaguardato da PierCarlo Porporato che ora con l’autorizzazione della figlia gestisce ed è il curatore dell’”Archivio Tarcisio Lovazzano”.
Nel prossimo anno a settembre, nel ricordo dei 25 anni dalla scomparsa, in collaborazione con la Pro Loco di Gassino e altri soggetti e/o istituzioni sarà realizzata una mostra fotografica e si inizierà la pubblicazione in rete delle immagini fotografiche del fotografo gassinese.

Immagine di copertina del Fondo Fotografico Tarcisio Lovazzano – A cura di PierCarlo Porporato – Andrea Cotruzzolà – Sonia Raule

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